L’essere.

Dove risiede l’essere?

Che domanda!

Sta in quel che “vedi”

se ti richiama altra istanza.

L’essere è l’abitare con

se del tutto hai contezza e non ti basta.

L’essere sta nel percepire traslucido

d’ogni alba e tramonto

quando ogni rivoluzione del colore

ti si svela

quale un sogno infinito d’amore.

L’essere è alle soglie del Nulla

ti ci aggrappi,

ingenuo, e con la mente fanciulla.

La buonanotte.

La buonanotte sia esperienza di sogno

come un ninnolo bimbo che ne ha bisogno.

La buonanotte sia un viaggio nel tempo

come…

un roteare di cavalli in una giostra nel vento.

La buonanotte sia…

come un lieve inavvertito andar via…

si va e si torna… c’è sempre una via.

Ad Antonio V. Nazzaro.

E le vedi andar via, anime gentili

son quelli…

i cui sorrisi erano di bellezza monili.

Ti si strappa di carne/spirito un frammento

mentre ti sovviene…

come un lampo ogni caro momento.

Ora ho davanti i tuoi occhi buoni,

amico di un tempo,

e la tua voce sommessa di chi ha riserbo

nell’archivio prezioso del tuo sapere mai superbo.

Nelle antiche aule con te aura di dignità

mai tensione…

siamo/sono più povero, cupo magone.

Tracce.

S’io non scopro altro sentiero oltre questo tempo

mi toccherà viaggiare nella zona ipnopompica

e persistere, resistere, dominare d’altrove le presenze.

Sono voci, figure, aure di luce, avvisi d’altri mondi

li affronterò sospeso nel dormiveglia dell’assente.

Lo so che è onda d’oblio, eppure si fa memoria

oh si, saprò scovarvi tracce d’ogni cara storia…

Oltre la finestra.

Mi sono rintanato ai bordi di un bosco,

sono fronde d’alberi i volti che non conosco.

Non parlo. Ascolto il linguaggio in trillo

di stormi in volo ma non mi fa meno solo.

E questa finestra…

cornice bianca, trasparente d’un’anima dolente.

Vuoi tu consolarmi d’una carezza inattesa?

Se vieni ci inoltriamo per umbratili sentieri

sai…

fondando un tempo che non è’ domani, non è’ ieri.

Il sole ci bagnerà solo a tratti

tra cespugli alla vista sottratti

e giocheremo con le ombre fuggenti

dimenticando le assenze e gli stenti…

Vedi come mi prende la mania del viaggio?

Oltre la finestra del piccolo dolore

so ancora danzare sull’immaginifico raggio d’amore.

Anime convergenti.

Mi fa orrore questo assedio al mio pensiero

di troppi gemiti di vite crude m’offende…

oppressivo ogni affetto menzognero…

Chi m’ama viaggi con me oltre ogni senso

sfidando l’ovvio e la mania del consenso.

Nacqui sognando la purezza d’anime convergenti

nel brulichio fecondo dello sfiorar di menti…

ed i corpi, anche, inevitabile attrazione avranno,

in amore docile, immenso e senza danno.

Del cosmo visioni.

Tra le albe di fuoco d’altri mondi

tra rossi rubino roridi tramonti

mentre galleggiano

sconosciute lune all’orizzonte…

l’anime mia e tua si intrecceranno monde.

Nuove, nuovissime…

bambine in continuo viaggio,

anime infanti, suoneranno note

ad onde estese di infinito raggio.

E vivremo lì

proprio dove ha origine ogni suono

melodie di luce, languido abbandono.

Illusioni.

Se del tutto abbiamo istinto,

concepito, inconsapevole labirinto,

l’anima viaggia in turbine selvaggio

ed è del cosmo infinito raggio.

Oh tu che leggi…

sappi che questa vita è solo miraggio,

fragile prova che sfiora l’essenza

nell’affrontarla sii lieve e senza temenza.

Ma se dell’oblio sfiori il confine

d’altri infiniti mondi vedrai la fine

cellule schegge, pioggia di embrioni

e nuovi inizi e nuove implosioni.

E quel che vedi del tuo corpo estensioni

del vero cosmo sono solo illusioni.

Passeri fringuelli.

Oh piccole creature stranamente felici!

Passeri fringuelli in apprendistato di volo.

Nel cuore dei vostri nidi s’annida il calore

piccole creature d’un ciclo che non muore.

Vi colgo a curiosare ai bordi del mio rifugio

sul verde s’affaccia il confine del mio pertugio.

Oh vite spericolate di istinto!

Oh come vorrei…

trar pregio nel vostro volo intinto.

Liberazione.

E sventolavano bandiere cremisi al vento

ed ondeggiavano…

cuori in folla felici e fuori dal tormento…

Garrivano le gonne di femmine stranite

uomini e bimbi stracciati gridavano

Venite!

Era quel giorno

il giorno di un popolo senziente

unito e vigile, già di dolore troppo paziente

e ne nacque

l’orgoglio di una rinascita imminente…

Oh, non stancate i cuori a rimembrarlo

fu tempo degno seguitiamo ad amarlo.