Poco più di vent’anni.

Ed avevi poco più di vent’anni…

oh, di giovanezza il fulgore

fu scossa di imprevisto amore.

Ed io ti rubai il sorriso

siccome ladro che entra in paradiso

e vi ruba le campane celesti

queste erano tutti i baci che mi desti.

Fibrilla ancora veloce il mio sangue al pensiero

con le mie mani

a costruire tra i tuoi capelli il sentiero.

Oh percorro ancora le tue lunghe cosce svelte

di fianco a me nelle notti di viaggio celeste

e ne vivo il respiro e l’ansia e l’ora…

te lo dico, cara, proprio come allora.

Le vie carsiche del cuore.

E vanno…

fiumi di parole carsiche e sonore

vanno umide fra il diaframma e il cuore.

Scritte d’un sangue che pulsa e non muore,

irrora sinapsi di sussurri svenenti,

regala erezioni

d’antiche passioni ardenti…

Ah bagna il rosso cellule di memoria persistenti

e, in superficie, il grigio freddo

d’un digrignar rabbioso di denti.