L’ultima parola.

L’ultima parola della notte

è…

no, solo un suono indistinto,

un sordo ronzio fragoroso,

un respiro lento e affannoso,

un pensiero che svanisce e ritorna

una nebbia che la mia veglia adorna.

Non ha altro viaggio il mio dire,

morire…forse dormire…

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Il colore della notte.

Voglio parlarti del colore della notte,

quel rosso intenso venato di nero,

un tunnel di vaghi bagliori,

striature di mondi, baluginii di colore.

E’ il caleidoscopio ad occhi chiusi,

nel dormiveglia dei sensi, lieve torpore.

Una corsa è, tra stanze e valli,

ed i volti si disegnano, s’allungano svanendo

e tu ne sei il vago pittore,

facitore di sogni, in un viaggio d’ardore.

Un domino infinito.

S’aprono ai miei occhi

le scatole dei sogni

non sono stanze di ricordi,

sono nicchie d’altri sensi.

Largo è il giro

di una ruota senza tempo

ed io vi abito

nel magico notturno REM.

Oh, vi conosco, figure sorridenti,

d’amori in fuga e caldi parenti.

Vi ho visto quali tessere preziose

preziose e lievi di un domino infinito,

catene di scarto di desideri arditi.