Viaggiando…libero…

Amo quel sole che, per primo, ti bacia al mattino.

Quel mare che schiuma gli scogli amo

tuo fertile e mosso  d’acque richiamo.

Amo pur’anche il dolore della lontananza,

concime inesauribile che irrora i miei ricordi

e su quelle corde intense suonano i miei accordi.

Arrivo, persino, ad amare questa oscura prigione

che ha fermato il tempo vivo della mia unica occasione.

Oh, ti prego, non dipingerla d’oscuro nel dirla ossessione,

perché, di notte, sorge, potente, un’eco di emozione,

quando tra le stelle mi faccio vagabondo

viaggiando, libero,

nello spazio/tempo del tuo accanto fecondo.

 

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Un luccicore che viaggia.

Dicono che le stelle che vediamo

potrebbero già esser svanite.

Un luccicore che viaggia,  disperso nel cosmo,

infinito pulviscolo di particelle

e forse chiamiamo false quelle facelle?

Quelle, proprio quelle, che ci argentano lo sguardo?

Illusione è di luce del sagittario il dardo?

Oh no, ciò che luccica non muore,

fosse pure ricordo di luminoso dolore.

Persiste e trafigge nell’intoccato vuoto

ciò che viaggia oltre il tempo e a cui tu resti devoto.