Sguardi furtivi.

S’io sperimento il battito di ciglia

mi si fa avvertenza d’altro

e traslucido,

nel lacrimare di membrana,

si incunea

lo sguardo in realtà ultramondana.

E’ come simulare, nel mio occhio,

un piccolo, privato tramonto…

un vigile dormiveglia d’oltre orizzonte.

E mi si fan care le penombre,

diafani lemuri dei miei giochi creativi

intersezione d’antichi neuroni

che danzano

in uno coi miei sguardi furtivi.

Oh, tu che leggi, accompagnami

nelle notti e i giorni d’andamento incerto

tra i colori, oltre la soglia di questo deserto.

Alcesti.

“O Sole! O luce del giorno!

Celesti giri di nuvola corrente!”

Canti alla luce fanciulla morente

Mentre il cupo dell’ala nera

t’avvolge e ti insidia invadente.

Ah si, tu vedi!

Vedi chi ti trascina oltre la soglia

chi ti deruba d’ogni respiro e voglia.

Ma lo sfidi il messaggero indecente

chiamando…

il padre Sole a sbiancare il suo niente.

Ed ora, giovane madre e sposa

regali il tuo delirio, estremo d’amore

bianca…

tra lo sposo basito e i figli impietriti

tu, donna, splendente , ora, tra i miti.

Alcesti…

I tuoi passi nel sentiero oscuro

battono già il ritmo di un ritorno

fiero sarà il tuo viso muto quel giorno.

Ah donna tra le donne!

Del tuo gesto l’incontaminata ricchezza

si fece canto, nel poeta, di bellezza.