Come storione.

Lo scivolare delle immagini nel tempo

mi fa come storione

che salta disperato controcorrente,

a depositare, archiviare un uovo originario

d’una nascita d’altro regno vivente.

E si inarca la schiena tortuosa e avvolgente

in spirale nuda nell’acqua gelida e veemente.

Ah questo sguazzare tra le correnti del flusso

è sforzo inane doloroso e insulso…

A ché tornare a una qualche fonte inaridita

sbiancata antica…

come sabbia che scivola tra altre dita,

dita rinsecchite di una qualche parca avvizzita

cui uno sconosciuto tessitore ha affidato la tua vita.

Afferri solo, per un istante, un immagine incostante

del tempo in cui di mille regni ti sentivi navigante,

finché le acque d’antica sorgente

non si scartano per altro letto deviante

e in acquitrino sconosciuto t’abbandonano,

quale pesce agonizzante, in liquido stagnante.