Cielo d’ultimo aprile.

Vespero, pianeta specchio,

di luce infiammi gli occhi spenti.

Brilla il diamante dell’angelo caduto

nel sorriso di luna vespertino

ti sorrido, ad ogni tramonto, bambino.

Dimmi…

perché ogni sera danzi in equilibrio

di luce potente e oscillante?

oh, lo so,

sei tu Venere, squilibrio del cuore amante.

E sei Lucifero al mattino.

Ti dissero angelo indegno

eppure sei, di giorno in giorno,

di nuova luce annunciatore degno.

Sorpresa e inerme.

Che strazio felice è quest’anima bambina

piange dentro e ride e a nessuno lo dice.

Afferra mondi come inseguendo farfalle

e se il buio incrocia se lo carica sulle spalle.

Ha ferite di incompiuto quest’anima bambina

mentre guarda…

sorpresa e inerme il mondo che cammina.

Se mi cercherai…

Se mi cercherai, mi troverai ai bordi del porto.

Mi troverai sulla banchina assiso

con un sogno forte dipinto sul viso.

Se mi cercherai mi troverai al tramonto

a cercare, occhio intenso, la luce verde

sai, quando l’ultimo sole svanisce e si perde.

Se mi cercherai guarda il risciacquio dell’onda

vi troverai l’immagine di te che mi inonda.