Ad Antonio V. Nazzaro.

E le vedi andar via, anime gentili

son quelli…

i cui sorrisi erano di bellezza monili.

Ti si strappa di carne/spirito un frammento

mentre ti sovviene…

come un lampo ogni caro momento.

Ora ho davanti i tuoi occhi buoni,

amico di un tempo,

e la tua voce sommessa di chi ha riserbo

nell’archivio prezioso del tuo sapere mai superbo.

Nelle antiche aule con te aura di dignità

mai tensione…

siamo/sono più povero, cupo magone.

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