Su ” Il cantico dei drogati”

“Giocherellare a palla con il proprio cervello/cercando di lanciarlo oltre il confine stabilito/ che qualcuno ha tracciato ai bordi dell’infinito”…Cosi De Andrè ne Il cantico dei drogati (1968)…Ma l’immagine di Faber può andare ben oltre il disperato uso di droghe, può figurare i fantasmagorici fantasmi d’un notturno infantile (la lanterna magica di Bergman)…può addirittura segnare l’avventura del sogno orfico e dei misteri che le Laminette di Mnemosine serbano (G. Colli, La sapienza dei Greci)…Può descrivere il dormiveglia in cui si annidano gli spettri di Schopenhauer…può segnare l’aurora sapienziale del concepimento…(lo splendido mito della nascita di Athena)…e altro, altro ancora… Grazie Faber.

12 risposte a "Su ” Il cantico dei drogati”"

    1. giocherellare a palla con il proprio cervello…è il sdoloroso canto che de Andrè produce sui drogati nel 1968 nell’ LP “Tutti morimmo a stento”…io lo riprendo per estendere quetsa espressione potente al viaggio onirico, in stato di lucidità, non indotto da droga alcuno…spero di essere stato chiaro. Ciao Lila

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