I bambini sanno giocare con la morte

 

Narra un antica leggenda che W.A. Mozart non si decideva a concludere la composizione del suo requiem e che gli angeli ultramondani, dalle cui fila proveniva, cominciarono a dargli fretta che se lo volevano riportare a casa e allora lui arronzò poche giocose note e con loro si ripartì verso i mondi di provenienza…

La leggenda, come tutte, nasconde un potente valore simbolico: la sensibilità “infantile” di Mozart (come nell’incredibile finale “giocoso” del Don Giovanni) lo spinge nella stretta finale della sua vita carnale a celebrare l’estremo e più irriverente ludus: quello con Nostra sora morte corporale…Il risultato è il più sublime viaggio di transizione che sia mai stato concepito…

27 risposte a "I bambini sanno giocare con la morte"

  1. non conoscevo questa storia, questa ‘leggenda’ angelica
    interessante, soprattutto per me che musicalmente non ho una gran conoscenza musicale e dei retroscena
    anche il nesso col finale del don giovanni apre un bel discorso sul ludus, anche se non so fino a che punto possiamo dire che i bambini sanno giocare con la morte. Il tuo titolo m’appare alquanto forte
    buona notte, Franz

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    1. Dimentichi, forse quanto i bimbi adorino le sequenze delle guarrattelle quando pulcinella irride e spernacchia sora morte…io li ho visti tifare e ridere a crepapelle…e il gioco per essi è vicinanza e acccettazione di questa presenza e di conseguenza diviene sfida…ciò avviene anche nel requiem

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      1. lo stesso urfaust di Goethe echeggia il gioco infantile con la morte e il diavolo nella tradizione dei puppenspiele…e poi tanto teatro popolare…io, lo sai, estendo, il termine bambini a una condizione di stupore infantile che può essere anche di un novantenne…

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      1. Ciao Franz infatti! Molte volte chi scrive chi fa musica chi dipinge ha secondo me un compito …che in realtà però noi non sentiamo così…non so se mi capisci …
        p.s. Non mi leggevi perché ero troppo impegnata a commentare da Luxor ah ah

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      2. voglio dire che riferito ad esempio a noi che scriviamo sicuramente il nostro scrivere è un modo di elaborare qualcosa o di manifestare un nostro stato d’animo. Nei confronti della morte ci possono essere da parte di chi fa poesia reazioni diverse. Ma sicuramente scrivere aiuta e chi legge può sentirsi accomunato da una sorte comune …
        Questo vale sia quando si scrive di Amore, di Vita e di Morte …

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  2. ps. che domani magari non riesco ad avveretirti… sto facendo il tag sulle emozioni di dora e ti ci schiaffo dentro. ho scritto che secondo me non devono continuare il tag i nominati, ma chi per caso legge il mio post! lo programmo per domani sera! baci!

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