Frammenti sonori.

Me ne andavo per le valli

ad inseguire il silenzio,

mi sedevo, poi su un sasso

per non produrre scalpiccio.

E s’acquietava anche il vento,

complice del nulla in avvento.

Ed a quel nulla diedi il nome,

valle per valle…

dell’infinito, dell’eco e del silenzio

tracce onomastiche

del mio sentiero di iniziato.

Sapevo che era il cammino,

impervia via verso soglie d’accesso.

E ne scrivevo, languido e smarrito,

in frammenti sonori,

che mi porto addosso, ancora adesso.

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La musica del mare.

Sai, cara, mi manca la musica del mare

quel fruscio di battigia e ci si lascia andare.

Mi manca la complice brezza di prima estate

quel violino sottile di note rallentate…

Mi manca…

Mi manca il rullio sordo dei sensi sfiorati

ritmo di sinfonia di fiati estasiati

sono le note disegnate da conchiglie sparpagliate,

disseminate tra sabbia e sassi,

partitura composta in natura tra mani intrecciate.